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PELO, gatto goloso di Paola Minissale

Pelo era un giovane gatto dal pelo rosso tigrato, che abitava nella casa della sua padroncina, Valentina, che tutti i giorni, appena terminati i compiti di scuola, si intratteneva con lui in giochi sempre nuovi, che la sua fantasia le suggeriva, stuzzicata anche dagli umori variabili di Pelo. Infatti c'erano volte in cui sembrava richiedere le sue coccole, e questo avveniva spesso quando Valentina era seduta al tavolo intenta a leggere o scrivere, e lei lo accontentava subito prendendolo in braccio e accarezzandolo con la mano libera, mentre gli occhi riprendevano a leggere o la mano a scrivere; per questo sfogliando i suoi libri capitava di essere sorpresi da un'impronta inconfondibile su una pagina… - sì, perché Pelo ogni tanto reclamava la sua attenzione, se la vedeva troppo intenta ai suoi compiti, e allora allungava un zampa per toccarle la mano occupata o la pagina che stava leggendo -; altre volte, invece, aveva voglia di correre e saltare, e questo riusciva a farlo capire molto bene!

Cominciava con i suoi " assalti " , appostato dietro una porta, a chi passava da lì, ignaro del prossimo guizzo di Pelo, che con un forte miaaaaooo si lanciava sullo stinco

di passaggio, e per quanto questa fosse un'abitudine tra le sue preferite, riuscivano sempre inattesi questi suoi attacchi - inoffensivi, ma capaci di strappare un urlo di sorpresa, specialmente se lo stinco apparteneva alla mamma di Valentina - Allora la sua padroncina capiva che era ora di giocare alla " caccia ", e con una piccola palla, adatta alle piccole fauci di Pelo, eseguiva delle abili manovre per avvicinarla e poi subito sottrarla alle sue zampe, per poi lanciarla di lato e lasciare che finalmente potesse addentarla; anche con lo yo-yo Valentina lo mandava su di giri, facendolo salire e scendere davanti al musetto di Pelo, che spesso finiva per attorcigliarsi una zampetta col filo, una volta impossessatosi del rocchetto. Allora ridiventava docile, per consentire alla sua padroncina di liberarlo dall'impiccio.

La cosa senz'altro più curiosa e inaspettata successe un giorno, dopo il pranzo della famiglia intorno al tavolo e quello di Pelo nella sua ciotola, poco distante, nella grande cucina, dove amava curiosare e intrattenersi al di fuori dei pasti, attirato dagli odori e stuzzicato dalla voglia di scovare qualcosa di prelibato per i suoi gusti. Era estate, e il caldo non invitava a cucinare, così la mamma di Valentina aveva proposto, con grande approvazione di tutti, di preparare una grande insalata, da arricchire con tonno e un tocco di maionese; dato che doveva bastare per quattro persone golose di tonno, aveva deciso di aprire la scatoletta formato gigante - sapete, quella profonda come una lattina di aranciata -. Condita l'insalata, aveva aggiunto il tonno lasciandone al fondo un assaggio per Pelo, e lo aveva posato accanto ai fornelli. Glielo avrebbe dato a fine pasto, come un goloso dessert… Ma mentre ancora si intrattenevano a chiacchierare, godendosi la brezza fresca che entrava dalla finestra spalancata, un colpo metallico attirò la loro attenzione di soprassalto. Guardarono tutti in direzione del rumore, e grande fu la loro sorpresa nel vedere la scatola di tonno che camminava, oscillando e sbandando a destra e a sinistra, portata dalla testa di Pelo che non riusciva a liberarsene, punito dalla sua impazienza e golosità, che lo avevano spinto a intrufolare il musetto fino al fondo della scatola. Non fu possibile liberarlo manualmente dello strano " cappello", ci provarono tutti ma dovettero arrendersi alla necessità di farsi aiutare da un fabbro!

Fu così che il signor Rossi si trovò dinanzi ad un lavoro insolito, quello di liberare un gatto dalla sua trappola che odorava di tonno… E ancora, a chi capita di intrattenersi con lui nell'attesa di un lavoro da completare, nella sua officina, il signor Rossi non manca di raccontare la storia di Pelo nella scatola di tonno!

 

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